rADICI

in chiesa perchè si celeaba la messa di anniversario di Salvatore ci si ritrova gli "intimi" io quasi un intruso amici che non vedo da un anno e si parla dei piccoli problemi.ma…quando mi spiegano che cercare un dentista per lei e il figlio a Roma non è cosa semplice; io penso che sdradicare, anche se sono quasi un decennio che ci abitano,  è difficile le rADICI

nATALE-iZZO

La cena di Natale di Fabio Montale,
Racconto inedito scritto per la rivista Regards, n. 19, dicembre 1996.
Mi ero ripromesso di fare questo, il giorno di Natale. Andare in prigione e vedere
Joelle. Portarle un regalo. Parlarle. Parlarle,soprattutto. Cinque anni fa -io ero ancora
uno sbirro -aveva ucciso il suo ragazzo. Akim, diciott’ anni. Con tre coltellate. Senza motiVO.
e non a sua paura. aveva UCCiso dopo aver fatto l’amore con lui. Non eroriuscito a strappare
neanche una frase aJoelle. Nemmeno una parola. Nel suo diario aveva scritto:
"Cos’ho fatto per avere paura?". E più avanti: "Non è una paura normale che ti
prende così nei momenti di incoscienza, non è la paura del ridicolo che ti inchioda al tuo
amore in quanto tale. È una paura profonda e senza uscita" .Tra lei e la sua paura aveva
scavato un baratro, la morte. Il delitto. Quello della persona che più amava al mondo.
Mi ricordai che "affidando" Joelle ai giudici mi ero detto: il comportamento umano
non è logico, e il crimine è umano. Poi non ci avevo più pensato. Evitavo di pensare, di riflettere.
Nella mia mente avevo chiuso tutti i libri che cercano di dare un senso alle nostre
azioni. E mi tenevo alla larga da ogni riflessione sensata. Andavo a pesca, facevo camminate
nelle calanche, mi prendevo il tempo di cucinare per qualche amico, e vuotavo con
impegno bottiglie di buon vino di Provenza.
«Ehi, ma mi stai a sentire?» disse Fonfon.
Aveva appena stappato una bottiglia di
bianco. Puy Sainte-Reparade. Ne avevo portati a casa venti litri.
«Ma sì».
«Quindi con Honorine ci siamo detti che la cena di N atale potevamo passarla insieme.
Lei è da sola, e io pure. Magali e i bambini non verranno. Vanno in vacanza sulla neve».
Alla scuola di polizia ci era venuto a trovare un tizio, un giorno. Un sociologo. Direttore
delle ricerche al CNRS. Aveva scritto un libro, Abitudini e umori dei francesi nel corso I
delle stagioni. Quel tipo, Besnard mi pare si chiamasse, ci spiegò che l’ omicidio di se stessi
 e l’ omicidio di un’ altra persona non vannone di pari passo ne in senso opposto.
La gente uccide e si uccide parecchio in luglio, questa era la sua tesi. Ma, diceva, dicembre è il
periodo in cui i suicidi sono più rari. Ci aveva anche raccontato che nel grafico delle aggressioni
fisiche non c’è traccia della forte impennata di settembre, e nemmeno del calo di
dicembre tipico dei delitti sessuali. In entrambi i casi, secondo lui, la primavera, fino
al mese di maggio, è una stagione particolarmente tranquilla per la violenza privata. l’ apice
si registra solo a giugno.
Quel tipo aveva una spiegazione per tuttele domande che un giovane sbirro può farsi.
Meraviglioso. La pistola nella mano destra, il manuale di sociologia nell’altra.
Ma Besnard aveva rovinato tutto nella conclusione.
"L’andamento stagionale della violenza interpersonale" dichiarò, "non sembra di pendere
da nessuna spiegazione semplice ospontanea, sia essa di natura climatica o fondata sulla
frequenza delle occasioni " .
Dopo aver analizzato tutto, era tornato al punto di partenza.
La teoria non spiega niente. Permette solo di teorizzare. Sul crimine. Sullo stupro.
Sulla delinquenza. Sugli incidenti stradali, anche. Al metodo basato sulle stagioni poteva
sostituirsi quello che prendeva in esame il sesso. Poi le razze. Ognuno tentava di capire il mondo.
Classificandolo. Un giorno tutto doveva rientrare nell’ordine. Ed è lì che sorgevano le complicazioni.
Nessuna teoria è esatta finche non è stata verificata. Così come le ricerche scientifiche.
L’arma atomica è stata vera solo dopo Hiroshima. La sperimentazione. n campo della sperimentazione.
Dopo erano arrivate altre applicazioni moderne. La soluzione finale auspicata da una razza eletta.
gulag come felicità del popolo. Sabra e Shatila per preparare la pace. La Bosnia. Il Rwanda…
Si tornava sempre allo stesso punto di partenza. A quello che non aveva senso. A quel’istante
immotivato in cui una ragazzina di diciassette anni uccide il suo ragazzo.
"Una personalità fuori dal comune" aveva detto il giudice. Joelle dopo si era persa nel silenzio.
Per sempre. Pazza, dicevano che era diventata. Perche comunque c’è bisogno di una
parola per dire l’incomprensibile. Joelle. Un giorno. Lontano dalle statistiche. Dalle curve
mensili degli omicidi. E delle stagioni. Si tornava a questo. Alla paura. Alla vita stessa.
«A me la neve mi fa schifo» risposi.
«Che dici?».
«Mah, sì, resto con voi. Che ti credi, che vado alla messa di mezzanotte?».
Sorrise.
«Honorine ci prepara i ricci di mare, ha detto. Con un po’ di ostriche e di vongole per
iniziare. E per finire i tredici dessert. Menu completo!».
Presi Fonfon per le spalle e lo tirai a me. Con le lacrime agli occhi. Mi misi a piangere.
Avevo previsto di andare a trovareJoelle. Ma Joelle non mi aveva aspettato. Si era sui-
cidata ieri mattina, all’alba. Nella sua cella.
«Passerà» dissi a Fonfon raddrizzandomi.
Lasciai vagare il mio sguardo sul mare. Verso l’orizzonte. Non avevo ancora trovato di meglio
per dimenticare la schifezza del mondo.
Joelle alzò gli occhi verso di me. Aveva occhi neri, splendidi. Avrei potuto essere un
buon padre per lei? Oppure un bravo amante? Sarei riuscito a spiegarle la paura? Mossi
la testa. Come per dire sì.
Sì, J celle. Più si va in fondo alle cose e più la differenza fra felicità e infelicità si attenua.
Sì, forse questo sarei riuscito a spiegartelo.
Vuotai il bicchiere tutto d’un fiato e mi alzai. Avevo voglia di andare a perdermi dentro
Marsiglia. Nei suoi odori. Negli occhi delle sue donne.
La mia città. Sapevo che lì avevo sempre appuntamento con la felicità effimera degli
esuli. La sola che mi andava bene. Un vero premio di consolazione.
 

tUTTIFRUTTI 6

pIZZINI (duranta Assemblea fine anno al Partio)

bUSTAsPESA

dALL’aSSESORE

dOLCE

pesche sciroppate
Lindt crema al cioccolato
Menta cruda
sciroppo di glucosio-fruttosio (danna scatoletta delle pesche)

aLIXtRANI29.12.07

Best Italian Psychedelic Groove Band

qUATTROCENTOnOVANTAnOVE

irUOLI

nel campo noto che come nella vita cè il sEGRETARIO che indica e da la"linea" e si incazza se le cose non vanno l’aSSESSORE infondo che è poco mobile e determinate per segnare pANDONE che difende con tenace l’ultima linea valida con il suo corpo possente e i suoi voli, poi c’è il quarto che cambia di solito è l’esterno anche se dei nostri e quello che determina la differenza e è possente nei contrastio lesto nello scartare oppure si ritaglia uno spazio. Poi iO quello che difendere ma…all0improvviso scompare e lo ritrovi in aria per disturbare quello che segue il gioco e allo stesso tempo protesta contesta e alla fine segui le direttive e ritorna veloce al suo ruolo. Non sempre riesce nel suo intento. Ognuno a i suoi rUOLI

mESSA

le più belle sono quelle nei giorni che trovi solo i fedeli quest’anno mi è capitato a San Pietro dietro casa dei miei. Mentre passeggiavo mi sono ritrovato nella chiesa della mia infanzia del mio Asilo e cerano sei sette persone era la predica. Era veramente sincera e partecipata perchè uno dei più anziani sacerdoti ha quella chiesetta e la sua predica era mista tra dialetto e italiano e cercava e otteneva risposte dai fedeli. Sembrava una scena irreale fuori dal tempo.Questa per me è la vera mESSA

aNCORA dIAMANTI

 
cRESCITA
(…)quando un figlio se ne va di casa, come te ne andrai tu dalla nostra, non importa se per studiare o per servire la patria, torna solo di sfuggita o perchè le cose gli sono andate male, e questo te lo proibisco; il viaggio che stai per fare non è solo un viaggio;è un’amputazione, una liberazione dolorosa ma necessaria; sei un buon figlio e non ci deimenticherai, ci sarai vicino ogni volta che avremo bisogno di te, ma non sarai più nostro come adesso, non avrai un posto a tavola, un letto tutto per te, un bicchiere dove bevi solo tu; non sarai più una presenza ma un ricordo, perchè d’ora in poi appartieni solo a te stesso, ai tuoi ideali e alla famiglia che fonderai; noi siamo il tuo punto di partenza, non la tua meta.
 
oNESTà
Perchè tu abbia sucesso nellanuova vita che ti aspetta, ho solo un consiglio da darti: comportati onestamente; io non ho studiato, ma posso assicurarti che l’onestà è più importante di tutte le altre virtù e delle ideologie, e sarà il tuo cuore a dirti come raggiongerla; se ti fai guidare dall’onestà, e non ho dubbi in proposito, ce ne accorgeremo ogni volta che viene a trovarci perchè ci guarderai negli occhi, e questo ci renderà più felici che se arrivasi sulla tia macchina personale o diventassi mititante del Partito.
dECISIONI
Ogni volta che devi prendere una decisione, pensa alla classe operaia, è la decisione giusta; in caso contrario sei sulla cattiva strada; sembra facil ma non lo è, perchè la classe operaia non sempre sa esattamente quello che vuole, o magari vuole quello che non le conviene;
cORAGGIO
L’uomo cammina alla cieca, si lamenta di sofferenze e ingiustizie, deplorevoli mancanze, ma se ha l’opportunità di prendere in mano le redini della situazione si spaventa, perchè pensa che il compito sia al di sopra delle sue capacità.
Quello che è scritto deve succedere, tanto nella realtà come nella finzione, o tutto scampare in un buco nero.
bONTA’
la bontà, anche quella autentica, è un modo di compatire le persone, nasconde la  smania di soggiogare, adesso ti fa un piccolo favore che gli costa poco, ma dopo, quando sarai solvibile, ti presenterà il conto e sarai costretto a pagarlo, perchè se non lo fai sarai il primo ad avercela con tes stesso, sicchè sei caduto in una trappola, gli hai venduto troppe azioni a basso presso e finirai in suo potere;
la gratitudine è il secondo taglio della bontà, un’arma così affilata che può sgozzare chiunque.
 
oDIO
la vita (…) in tutta la sua complessità, e se quello che prevediamo (…), + trascormare la coscienza della gente, portarla dove c’è più luce
(…) l’odio non à forza come si crede; al contrario, impoverisce e avvelena perchè si nutre del cuore;
 
nè hO CONOSCIUTA UNA
Non so in che modo succede nè perchè, (…) ma a partire da un determinato punto, a partire da una determinata relazione, perdi la capacità di far sognare gli altri, uomini e donne che siano, perchè io, nella mia smania di trovare qualcuno che mi voglia bene, ho provato tutto. (…) qualcosa non funzionava bene nel cervello, che dorminava male e andava dallo psicologo e pendeva  pastiglie, e a volte le veniva una voglia irresistibile di buttarsi sotto un camion o tagliarsi le vene perchè tutto era uno schifo, lei era uno schifo, una vergogna (…) continuò che agli uomini bastava lanciarle un’occhiata per dirsi, questa p una gran pompinara, questa a letto è uno achianto, questa forse può accettare di stare con un’altra donna, e nessuno pensava che con lei si poteva anche passeggiare, cenare a lume di candela, fare figli, portare a spasso il cane o leggere in silenzio, e oramai non poteva uscire da quello schema manco a morire, perchè era come caduta in un buco scivoloso, non riflettevano altra luce che quella del sesso, del desiderio.Subito dopo scese fino al mio membro e per poco non me lo mangia. Quando ebbe finito, disse,  E’ l’unica cosa che mi calma, che mi fa dimenticare di me per un attimo, è la mia droga, mentre lo faccio non penso più a niente, penso soltanto che è bello, io oramai non sono più una persona;  
 
pARTITO
Compagno Vladimir Illic Uljanov (…) perchè nella lotta contro gli impossibili ha imparato a essere paziente, è cioè che uno dei fenomeni più diffusi nella nostra società è l’atteggiamento sprezzante, se non di vero e proprio rigetto, nei confronti del partitismo; è tipico dei cani sciolti, degli avventurieri politici, rifiutare il partito e pronunciare parole enfatiche sulla sua ristrettezza, sulle formule stereotipate, sull’intolleranza e su molte altre cose, ma in realtà quelle parole riflettono solo la presunzione ridicola e meschina di intellettuali o il loro desiderio di giustificare il fatto che si allontanano dalle masse e sentono il bisogno di lasciare allo scoperto le loro debolezze.
(…) preferisco essere apartitico, che si può essere rivoluzionario senza essere del Partito, e che questo potrebbe essere il mio caso. Sentendo parole simili dalla bocca di un figlio della classe umile, salvata dalla Rivoluzione, le mani di Dio Onnipotente scostano le nuvole, aprono un buco e, chiamati da lui, si affacciano Marx, Lenin, Engels, Che Guevara, (…)
 
cHE
le citazioni estrapolate dal contesto sono molto pericolose. Possiamo cercare di fare un innesto all’olmo perchè produca pere, ma allo stesso tempo bisogna anche seminare peri; le nuove generazioni vivranno libere dal peccato originale; la possibilità che nascano artisti eccezionali saranno maggiori quanto più si sarà ampliato il campo d’azione della cultura e delle possibilità d’espressione; il nostro compito consiste nell’impedire che la generazione attuale, disorientata dai suoi conflitti, si guasti o guasti quelle nuove; non dobbiamo creare salariati che si pieghino dolcemente al pensiero ufficiale nè borsisti che vivano sotto la protezione delle finanze dello Stato in condizioni di pseudo-libertà; un giorno intoneranno il canto dell’uomo nuovo con la vera voce del popolo, è un procedimento che richiede tempo.
La colpa di molti nostri intellettuali e artisti risiede nel loro peccato originale: non sono veri rivoluzionari.