da la Repubblica

Latina, 12:30

GAETA: MUORE MENTRE NUOTA SCRITTRICE FABRIZIA RAMONDINO

Un infarto le ha stroncato la vita, proprio mentre la casa editrice "Einaudi" pubblica nelle librerie di tutta Italia il suo ultimo lavoro: "La via". Una tragica coincidenza per Fabrizia Ramondino, scrittrice nata a Napoli nel 1936, e da anni solita frequentare la spiaggia di Gaeta, nel sud pontino, dove si era trasferita in questi giorni per un periodo di vacanze. Ha perso la vita mentre nuotava, nel pomeriggio di ieri, vani i soccorsi della sua segretaria e di altri bagnanti che hanno assistito alla scena della scrittrice che chiedeva aiuto in acqua; Ramondino, trasportata sulla battigia, poco dopo e’ morta molto probabilmente a causa di un infarto. L’autopsia fissata per la giornata di oggi chiarira’ le effettive cause del decesso. "La via", il suo romanzo, narra le vicende di un uomo di mare che approda in un luogo dove la vita scorre tranquilla, lontana dal caos delle grandi citta’. Fabrizia Ramondino, una delle scrittrici italiane piu’ apprezzate, fin dai suoi esordi si e’ caratterizzata anche per l’impegno nell’azione sociale a favore delle fasce piu’ deboli. Ha collaborato al "Movimento insegnanti medi" di Milano nel ’68 e l’anno successivo al "Centro di coordinamento campano". Nel 1977 ha preso parte a "Napoli: i disoccupati organizzati", oltre a sostenere piu’ recentemente la lotta di liberazione per il Saharawi. Il capoluogo partenopeo, oltre ad essere la sua citta’ natale, sara’ anche uno dei grandi amori della Ramondino, tanto da pubblicare "Dadapolis, Caleidoscopio napoletano", datato 1989, una raccolta delle impressioni e dei giudizi che sono stati dati nel tempo sulla citta’ di Napoli. Tra le ultime sue opere "Per un sentiero chiaro" una raccolta di poesie che copre il lungo arco di tempo che va da 1956 al 2002,in cui ritornano temi come la natura, l’eros e la sua Napoli.

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mETROPOLITANA

parcheggio enorme sotto al sole di sabato pomeriggio canestro di fortuna portato a luopo.musica rap dalle macchine tenute arrangiate si gioca tre contro tre sino a dieci del punteggio.ma le vere star sono loro e Angela neanche la vedo mi surclassa in velocità, si sono le ragazze della Diadema.una situazione molto mETROPOLITANA

dUE

Annarosa Mattei
L’archivio segreto  
Oscar Mondadori
 
 
 
 
In "L’archivvio segreto" Annarosa Mattei ci porta in giro per Roma ma senza mete particolari. Il centro monumentale della città eterna – ma abbassato percettivamente agli occhi della donna matura che vi vaga come in una sorta di sonnoveglia perenne – è il cuore di questo romanzo. "L’archivio segreto" ha la forma del diario sentimentale in cui veniamo invitati ad entrare per guardare con gli occhi della protagonista. Una giornata particolare che segue ad una convenzionale serata salottiere tra amiche e chiacchiere, la voglia di silenzio e di incontri inaspettati.
 
 
 

Francesca Sanvitale
 L’inizio e’ in autunno
 Einaudi  
 

Due uomini solitari, in un’estate romana ormai agli sgoccioli, popolano il nuovo romanzo di Francesca Sanvitale. Michele e’ uno psichiatra che deve scrivere da anni un libro importante, almeno lui lo reputa cosi. Michele e’ un flaneur, attraversa le strade di Roma, ne annusa gli odori, si ferma a guardarne le piazze. In uno dei suoi giri conosce e stringe amicizia con un restauratore di origine giapponese, Hiroshi. Ad un certo punto Hiroshi confessa a Michele un segreto: il volto del Cristo nel Giudizio Universale di Michelangelo e’ un falso, non si sa se lui o altri ne hanno cancellato la versione originale. Al meccanismo del giallo si accompagna quello dei rapporti sentimentali tra i due uomini e due donne. Misteri, arte e relazioni sono alcuni degli ingredienti principali di "L’inizio e’ in autunno" di Francesca Sanvitale, che da poco ha compiuto ottant’anni. Auguri.

L’inizio e’ in autunno e’ una storia strana, perche’ha delle movenze realistiche, ma in una dimensione ipnotica, percepiamo un elemento onirico fantastico, ma possiamo dire che l’irruzione del fantastico nella scrittura di Francesca Sanvitale rappresenti una novita’?
Accetto che ci possa essere il fantastico, sempre, pero’, se mi concedete il fatto che io parto da una dimensione assolutamente realistica. Secondo me e’ l’unico modo possibile per parlare di fantastico.
La fantascienza l’annoia?
No, questo non lo posso dire, perche’ in tempi diversi mi ha anche affascinato. Pero’ a suo modo la fantascienza e’ realistica e contiene il principio di realta’: noi entriamo in un mondo fantastico ma lo dobbiamo credere vero. E questo e’ il principio di realta’. Poi quindi da quello si puo’ passare al neorealismo, oppure una storia intima, o addirittura casalinga fino ad una storia ideologica.

fonte

 

PREMIO ARTE E PICO

 

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PREMIO ARTE E PICO

Ho ricevuto questo premio da raffalibre (grazie!!!)

 
REGOLAMENTO per chi riceve questo premio:
1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per: creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2) Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell’autore e il collegamento al suo blog,così che tutti lo possano visitare
3) Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che l’ha premiato;
4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO 
http://arteypico.blogspot.com/ dove nasce l’iniziativa
5) Pubblicare le regole.
 
I blog che ho scelto sono…
 

dAmELLA

 

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L’importanza di diventare vegetariani

Articolo di Umberto Veronesi apparso su la Repubblica di ieri (grazie osv). Il grassetto è mio.
Mi pare siano le stesse ragioni che avevo scritto in un mio precedente POST.

Ciò che il vertice Fao "ha dimenticato" di discutere è il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma soprattutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta. Occorre una rivoluzione nell´alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame. Noi siamo alle prese con il problema opposto: aumenta l´obesità fra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di più.
Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: «Food and Water for Life». Io penso che l´ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquità dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura, che ci riguarda tutti da vicino. C’è un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire a riequilibrare questi due drammatici estremi ed è la riduzione del consumo di carne.
Molti uomini di scienza e pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l´armonia del pianeta. Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il più grande scienziato del ´900, che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra, quanto l´evoluzione verso una dieta vegetariana. Anch´io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi.
Il primo è di ordine ecologico/sociale. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi, e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento. Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l´80% di potenzialità nutritiva; in pratica il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali d´allevamento. L´America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l´Austria. Trentasei dei quaranta Paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello. Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all´acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono più di trentamila litri di acqua.
Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minor consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute. Non ci sono dubbi che un´alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma. Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l´azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un´alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo. C´è poi un secondo fattore. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall´atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull´erba che, mangiata dal bestiame, (o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne. L´accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette "del benessere" (diabete non insulino-dipendente, aterosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo.
Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici. Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste, agevolando il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti. I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate. La terza motivazione, ma non ultima, è di ordine etico-filosofico ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri.