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Sono tornata a casa

E come sempre lascio sempre qualcosa quando vado via da Kabul. Non c’è niente da fare, è un paese che ogni volta riesce a stupirmi, a soffiare sulla polvere e a scoprire delle emozioni che uno non immagina davvero di potersi imbattere. Certo, senza b1 non è la stessa cosa. Non è divertente come al solito. Lavorando in due, si ha sempre un testimone e tutto quello che succede e diventa il pretesto per una battuta, invece da sola vado dritta per la mia strada e faccio solo il mio lavoro. Anche se non è andata proprio solo così: ho rivisto persone che non immaginavo mai di poter rincontrare. Ho anche ritrovato amici che non vedo mai, ma è come se ci frequentassimo sempre.

Sono andata un po’ in giro a Kabul, mi sembra sempre la stessa, incasinata, piena di ragazzini e povertà, di costruzioni e di rovine. Non ho notato particolari peggioramenti, ma neanche miglioramenti. Ho cercato notizie del principe, ma nessuno ne sa niente. E’ come stato inghiottito quella mattina autunnale a peshawar.

Lavorare per l’Espresso è stata un’esperienza nuova, dover dire di no agli altri giornali, dover lavorare solo per uno, è un po’ strano, soprattutto arrivare la sera e non dover scrivere quando le notizie comunque ti saltano addosso. Ad ogni modo, si lavora molto meglio, si ha più tempo, si può approfondire, si può leggere e organizzare. Sono stata anche a Herat, un giro nel contingente italiano. Ho incontrato un sacco di gente simpatica, perfino un veneziano, e mi sono accorta che la mia città è molto più Venezia di quanto lo sia Roma. Non sono sicura che il loro lavoro e l’impegno che mettono, sia davvero efficace, ma d’altra parte non sono loro ad aver deciso di essere là.

Che altro? Ho sofferto il freddo. Ma avevo bisogno di andare. Di tornare sulla strada, di fare quello che amo. Di raccontare. Ora ho la valigia da aprire, un milione di cose da sistemare, e qualche ricordo nuovo da conservare. E un sorriso impresso sulla faccia che da un po’ mi mancava.

Barbara Schiavulli

mOamEfILOSOFO

Aristotele
Sei veramente un tipo interessante! Nonostante qualche svista in campo metafisico, sei un eccellente studioso in tutti i campi scientifici e letterari. Complimenti, in te la figura del filosofo si fonde con quella dello scienziato, dando vita ad una mente straordinaria!

RAI: CDR TG3, NON SI PUO’ TACERE DIFRONTE INCIVILTA’

Non possiamo tacere di fronte a queste manifestazioni di incivilta’ che sono l’espressione di un clima inaccettabile per un’informazione che e’ e vuole essere libera. E’ quanto sostiene in una nota il Cdr del Tg3 sull’ennesima intimidazione ad "un professionista dell’informazione", Santo Della Volpe. Di ritorno da un suo viaggio di lavoro, Della Volpe ha trovato la sua auto coperta di scritte, croce celtica e firma ‘Ts’, quella di gruppo fascista del quartiere Trieste-Salario di Roma.
 

Rissa tra monaci nella Basilica del Santo Sepolcro

Una violenta rissa tra monaci armeni e greci ortodossi è scoppiata oggi nella Basilica del Santo Sepolcro, uno dei siti più sacri del cristianesimo. La polizia israeliana è stata costretta a intervenire per ristabilire l’ordine e ha fermato due monaci delle confessioni rivali.

Quello odierno è stato solo l’ultimo di una serie di scontri tra monaci delle sei diverse confessioni che si contendono il controllo del sito dove secondo la tradizione si trova la tomba di Gesù. Si tratta di rivalità plurisecolari e sono legate a tentativi di almeno alcune delle confessioni di estendere il loro controllo sul sito sacro, a spese delle altre, e in violazione di uno status quo plurisecolare.
Risse tra i monaci armeni e greci ortodossi, che controllano parte della Basilica, sono solite scoppiare durante la Pasqua greco-ortodossa per la cerimonia del Fuoco Sacro, durante la quale i fedeli ritengono che le candele siano accese dallo Spirito Santo. Tradizionalmente il Patriarca greco-ortodosso era solito entrare nella Basilica assieme a un prete armeno. Negli ultimi anni però il Patriarcato greco-ortodosso ha rotto la tradizione rivendicando il diritto esclusivo di entrate nella Basilica per ricevere il miracolo, suscitando la furia degli armeni che rivendicano l’uguaglianza della loro fede con quella dei greci-ortodossi.
Un altro motivo di forte tensione è la secolare disputa tra i monaci della Chiesa egiziano-copta e la Chiesa ortodossa etiope sul controllo del monastero di Dir Al Sultan, costruito su una terrazza soprastante la Basilica. La rivalità è talmente profonda che urgenti lavori di ristrutturazione del sito, che rischia di crollare, non vengono attuati perché le due Chiese – pur convenendo sulla necessità dei lavori – non riescono ad accordarsi. Il governo israeliano si è impegnato a sostenere il costo dei lavori ma in assenza di un accordo ha le mani legati.

fonte:RaiNews24