ancora una legittimazione per i neofascisti di Casa Poun di Bari

SeL dialoga con tutti anche con i neoFascisti di Casa Poun e la cosa più grave,  le istituzioni danno credito a queste organizzazioni


venerdì 29 aprile · 17.30 – 20.30
Bari Vecchia:Biblioteca Provinciale di Bari Santa Teresa dei maschi-De Gemmis


ecco i dettagli
Presenta e Modera:

Maddalena Tulanti
Vice Direttore Corriere del Mezzogiorno
Introduce :

Maurizio L’Episcopia Resp. Reg. Puglia Cultura CPI
Interveranno :

Avv.to Domenico Di Tullio Autore del romanzo
Dott.Nicola Marmo Vice Pres. Consiglio Reg.Puglia
Dott. Sergio Fanelli Ass.re Provinciale di Bari
Dott. Michele De Feudis Giornalista
Prof. Mario Spagnoletti Docente Universitario
Dott. Marcello Gemmato Cons.re Comunale Pdl
Avv.to PierLuigi Introna Cons.re Comunale Sel

Seguirà dibattito con il pubblico presente in sala.

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OLIVETTI LETTERA 35

Caratteristiche: macchina per scrivere portatile manuale.

Tastiera: 43 tasti con corrispondenti 86 segni.

Interlinee: 3 posizioni più lo zero. Incolonnatore: presente.

Carrozzeria: in alluminio con coperchio amovibile.

Colore: beige. Produzione: dal 1972.

Design: M.Bellini, D.J.De Vries, A.Macchi Cassia, G.Pasini e S.Pasqui. Progetto meccanico

Note: meccanicamente derivata dalla Lettera 32, venne dotata di una carrozzeria leggermente più voluminosa. Verso la fine degli anni 80 fu riproposta come Lettera 35L e Italia 90/3.

Altro: Prodotta in Spagna

ARTICOLO: ansa

Macchine da scrivere, chiusa l’ultima fabbrica

La Godrej and Boyce di Mumbai, 200 pezzi ancora in magazzino

26 aprile, 23:52

ROMA – Ha chiuso i battenti in India l’ultima fabbrica al mondo che produceva macchine da scrivere. Come riferisce il quotidiano britannico Daily Mail, la Godrej and Boyce di Mumbai ha chiuso il suo stabilimento nella città indiana.

Nel suo magazzino rimangono soltanto 200 macchine da vendere, la maggioranza con caratteri arabi. Superate in occidente da vent’anni, in India erano ancora comuni fino a pochi anni fa, specialmente negli uffici pubblici, presso le forze di sicurezza e nei tribunali.

“Non riceviamo molti ordini ora – ha raccontato il manager dell’azienda, Milind Dukle -. Dall’inizio del 2000, i computer hanno cominciato a dominare. Tutte le fabbriche di macchine da scrivere hanno fermato la produzione, tranne noi. All’inizio degli anni Novanta, producevamo 50.000 pezzi all’anno. Fino al 2009, ne producevamo da 10.000 a 12.000. L’anno scorso però, ne abbiamo vendute meno di 800”.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/04/26/visualizza_new.html_896987241.html

CON IL NUOVO BANDO POSSIBILE INSEDIAMENTO ANCHE PER SOCIETA’ DI ARMI, DELLA CHIMICA E ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA

CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA A ROMA


Il primo progetto pubblico-sociale in Europa basato

sulla promozione e sulla pratica diretta delle numerose
attività che sono alla base del sistema di Altraeconomia

TORNA A RISCHIO CHIUSURA

a causa della pubblicazione di un nuovo Bando della Amministrazione comunale
con il quale si vogliono assegnare gli stessi spazi ad attività del tutto estranee

al concetto stesso di Altra Economia

E’ per questo motivo che il Tavolo delle organizzazioni che nel frattempo stava lavorando al rilancio del progetto ha deciso di scrivere una lettera aperta al Sindaco Alemanno che si era reso garante del nuovo percorso e aveva assicurato che nessun bando sarebbe mai stato pubblicato con lo scopo di chiudere questa esperienza.

http://www.cittadellaltraeconmia.org

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Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera

Gentile on. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma,

come organizzazioni coinvolte in questi mesi nel tavolo di programmazione  per il rilancio della Città dell’altra Economia, siamo estremamente preoccupati dell’improvvisa uscita di un Avviso Pubblico per l’assegnazione degli spazi della Città dell’Altraeconomia nella forma di incubatore di imprese.

Il Tavolo di progettazione, che abbiamo aperto in questi mesi con moltissime realtà operanti nel mondo dell’economia sociale e del terzo settore, è un cammino concordato insieme a Lei il 24 novembre 2010 e riconfermato dalla Sua segreteria il 24 marzo 2011.

In questi mesi i lavori del Tavolo sono stati tesi ad un rilancio della Città dell’Altraeconomia che facesse tesoro dell’esperienza già maturata dalle organizzazioni insediate e che aprisse alla partecipazione e coinvolgimento di altre realtà attive nel campo dell’economia sociale e solidale.

In questi giorni apprendiamo che il Dipartimento Autopromozione Sociale ha emanato un Avviso Pubblico per l’assegnazione degli spazi della CAE a 10 nuove imprese senza alcun vincolo rispetto all’attività economica intrapresa, scavalcando le delibere di giunta già approvate e che destinavano gli spazi della CAE a specifici settori economici.

Al di là delle incongruenze e contraddizioni insite nell’Avviso, ci sorprende il fatto che questo atto  marca una scelta contraria al percorso concordato e al lavoro fatto dalle tante  cooperative, associazioni e forze sociali che si sono  impegnate  su questa progettazione. Il bando appena uscito stravolge gli obiettivi di rilancio, di inclusione e di allargamento alla base del Tavolo di progettazione, pertanto la invitiamo a verificare e rivalutare insieme la situazione creatasi in questi giorni.

Proseguire nella strada indicata dall’Avviso significherebbe chiudere definitivamente la possibilità di avere nella nostra città uno luogo dedicato alla promozione delle  tantissime esperienze di  Economia Solidale. Un esperienza unica in Europa. Benché convinti che un avviso pubblico garantisca trasparenza, questa opzione é stata rimessa in discussione sia dalla natura del bando sia per la presenza di un diritto di opzione progettuale prevista nel bando originario di assegnazione sia   dal livello di partecipazione ampia avviato e dalla natura pubblica del Tavolo di progettazione’

Secondo questo bando, infatti, scomparirebbero di colpo le attività fondanti dell’Altra Economia, ossia il riuso e riciclo dei materiali, le energie rinnovabili, il turismo responsabile, il commercio equo e solidale, la finanza etica, il software libero, l’agricoltura biologica, la comunicazione sociale legata al terzo settore e le iniziative culturali connesse a queste tematiche.

Le chiediamo pertanto di fermare l’attuazione di questo bando e Le chiediamo un incontro urgente per definire in comune accordo la progettualità futura sugli spazi della Cae.

“Aderisco!” i libri spediamoli a scuola



Sembra un’esclamazione da intonarsi con voce stentorea, battendo i tacchi.
Bene: così o in altre forme e suoni, aderisco volentierissimo.
Basta questa mail o devo scrivere qualcosa di diverso e più specifico?
Non potrò essere alla manifestazione del 4 maggio, purtroppo, perché maggio è un mese tritacarne di carne macinata di gnomo poeta, e in quei giorni ho i soliti “impegni pregressi”; ma in tante altre occasioni, nelle tante piccole e quotidiane manifestazioni che incontro nelle scuole e librerie della Lunga e Povera Patria, dove vado viaggiando, sempre “aderisco” e ribadisco: che promozione della lettura è se i bambini non si ritrovano, alla fine dell’incontro con l’autore, in mano un libro?
E quelle bellissime volte che le bambine, durante l’incontro, chiedendomi di ripetere ancora la Rima di Rabbia più corta di tutte (“Mare in burrasca, terra in tempesta | Se non mi ami ti spacco la testa”), si chinano a scriverla in fretta in fretta sul quaderno, allora rinasce Gutemberg ogni volta, ed è l’occasione per dire: ti piace questa poesia? non la ricordi se la senti due volte? quindi la devi scrivere? e le altre, come potrai scriverle? sai che ci sono da molti secoli attrezzi adatti per la memoria che non ricorda le poesie? dove le trovi già scritte? sai come si chiamano?
Vi abbraccio

Bruno

fonte: http://www.ilibrispediamoliascuola.it/

Cibo contaminato in Ucraina, a 25 anni dall’incidente di Cernobyl.

Latte e funghi contaminati in Ucraina, a 25 anni da Cernobyl

News – 7 aprile, 2011

A 25 anni di distanza dal disastro di Cernobyl, una nuova ricerca condotta in Ucraina dai nostri esperti di radiazioni rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi.

 

 

Lo scorso marzo la nostra squadra ha raccolto e analizzato114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev. I campioni sono stati acquistati nei mercati locali oppure ottenuti dai contadini.

In un villaggio della regione di Rivnenska, abbiamo trovatoconcentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina.

Dopo venticinque anni, l’attenzione del mondo si è spostata altrove ma la contaminazione non scompare dall’oggi al domani. In Ucraina, 18.000  chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito all’esplosione di Cernobyl e si stima che il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2 , siano contaminati.Negli anni successivi all’incidente, il governo ucraino ha condotto analisi sui prodotti alimentari delle aree contaminate. Tuttavia, da due anni questo monitoraggio è stato interrotto, impedendo così la creazione di un’importante serie storica di dati.

I risultati delle analisi di Greenpeace, invece, confermano l’urgenza di proseguire con una valutazione approfondita e scientificamente fondata della contaminazione radioattiva dei terreni destinati all’agricoltura e al pascolo nelle aree colpite del territorio ucraino.

A Fukushima stiamo verificando circostanze identiche riguardo alla contaminazione del latte e delle verdure. Se vogliamo evitare disastri futuri quali quelli di Cernobyl e Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia nucleare e investire nell’efficienza e in fonti rinnovabili pulite e sicure.

 

fonte:http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/contaminazione-ucraina-cernobyl/