uNrIBELLE

capita spesso di raccontare questo aneddoto della mia vita perchè l’ho sempre
visto con orgoglio il mio primo atto di ribellione consapevole ma..
ero in terza elementare facciamo un referendum in classe per decidere se
fare o meno una materia e con un insegnante deiversa, proposta del maestro
e cosa non “istituzionale” è una sua privata iniziativa. La materia è matematica
insiemistica e l’insegnante è la maestra del corso vicino alla ns. aula.
Tutto in regola facciamo le schede da segnare SI o NO voto segreto. Nello spoglio
sono tutti SI tranne un NO. Appovata la proposta del Maestro. Lui non
è contento perchè vuole sapere chi ha votato contro alla sua proposta.
C’è un convincimento anche se il voto era segreto e io si ero stato IO a votare NO
mi svelo, visto anche la mia fragilità, ero l’Alunno e lui il Maestro e poi
i miei compagni di classe non comprendevano molto e neanche io quello che si stava facendo.
Mi chiede spegazioni e io gli dico che pensavo che fosse come per il vero
referendum che votare NO significasse dire si. Mentendo si perchè mi sentivo defraudato
della mia volontà perciò la mia risposta è fraudolente. Oggi, dopo i tanti
avvenimenti non accaduti a me ma che mi coinvolgono di tangente, faccio una analisi
diversa a quella che mi riferivo prima, cioè di quello che mi succede nella vita.
Il maestro è un sano non democratico e vuole sempre imporre le proprie
azioni e io pago le conseguenze, anche se mi illudo di essere uNrIBELLE