§1§ gRANDIpULIZIE -sGABUZZINI-

da ieri sto incominciando a spazzare lavare per terra dopo aver tolto un pò di cose se si dovevano. Faccio un piccolo reportage fotografico perchè penso che questi luoghi non li vedrò in ordine così conoscendomi, anche se i buoni propositi sono di continuare  continuare continuare

-fUORI 

-dENTRO 

p.s. oggi ho fatto una cosa che nella mia vita non avrei mai pensato di farlo l’abbonamento allo stadio e a una squadra che a me non ha mai fregato de meno LA BARI

oGGI

Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama “rispetto”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama “maturità”…
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama “sincerità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”… ma oggi so che questo è “amore di sé”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione”. Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di “saggezza interiore”.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è “la vita”.

— Charlie Chaplin

Convivium di Molfetta

 

                   

 

 

 

Nà crope nirue cù do ciamb,

la facc d’uomn e r’d’ uòcchier ruoss.

Lo Jazzo del Demonio

 

Riprendiamo le nostre passeggiate alla scoperta delle murge, questa volta Pietro Tortora ci accompagnerà al Bosco Scoparello dove potremo osservare le piante selvatiche di uso comune anche in cucina.

Ci addentreremo nel bosco passando per lo Jazzo del Demonio, dove sarà bene guardasi i piedi, potrebbero trasformarsi in zoccoli pelosi come quelli di capra…

Superata la prova caprina, sarà la volta del Canale e Ponte dell’acquedotto. Subito dopo potremo osservare la Grave della Scoparella, fenomeno carsico molto interessante.

Il percorso si concluderà alla Masseria Scoparella da dove ci dirigeremo ad un bosco di rimboschimento di conifere.

Chi avrà superato tutte le tappe del percorso avrà la possibilità di pranzare all’Azienda Agrituristica “La Ferrata”, dove la famiglia Camerino, ci aspetta per continuare a raccontarci i cibi e i sapori delle Murge.

L’appuntamento è per domenica 25 maggio alle ore 9.00 al Museo Jatta di Ruvo, da dove partiremo insieme.

La quota di partecipazione per l’escursione e il pranzo è di € 25,00 per i soci e € 30,00 per i non soci. Vi ricordo che è sempre possibile associarsi a Slow Food anche durante le iniziative.

quello che sto leggendo (e non è finito ancora, penso)

Le persone vogliono conquistare o affascinare per colmare un vuoto in se stesse.
 
…gli uomini vogliono così…quello che non hanno e che non potranno avere. E quello che possiedono, lo disprezzano.
 
Le menzogne gli apparivano come un virus di una malattia incurabile che bisognava manipolare con grande attenzione e serietà anche tra le pareti di un laboratorio protetto.
 
…Con la forza e il volo dell’immaginazione?
 
Senza attenzione, distrattamente?
 
Secondo una logica e un metodo calcolati oppure, al contrario, in un modo casuale e volutamente non preordinato?