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Da uomo a uomo

video realizzato in occasione della manifestazione nazionale di Maschile
plurale del 21 novembre 2009 a Roma in Piazza Farnese per la Giornata
internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In
collaborazione con la Provincia di Roma.
Contenuti extra: Piazza Farnese / Intervista a Isoke Aikpitanyi / Intervento
di Ettore Ciano.

Contro la violenza maschile sulle donne. Che cosa e come dirlo

³Perché gli uomini, nati dal corpo delle donne, si accaniscono sul corpo
delle donne? Perché amore e violenza sono intimamente intrecciati?² queste
le domande poste da Lea Melandri, intervenuta al dibattito promosso da
Maschile Plurale presso la Provincia di Roma.
Uomini che si mettono in discussione, uomini che hanno deciso di
intraprendere un percorso di conoscenza e autocoscienza che ricorda molto il
partire da sé di certo femminismo; uomini che con i femminismi cercano di
dialogare, che cercano di dialogare con altri uomini. I loro volti, le loro
parole, la loro concretezza, i loro sentimenti, il tentativo di far emergere
identità plurali e plurali modelli di virilità, appaiono nel video ³Da uomo
a uomo² realizzato da Michele Citoni e proiettato in anteprima nazionale per
questa occasione.
³La pulsione aggressiva è legata alla costruzione delle relazioni² – ha
detto Lea Meandri, commentando che ³occorre saper vedere l¹aspetto di
normalità, di familiarità della violenza. Il fatto che di fronte a una
violenza i mass media tendano a etnicizzare la questione oppure a definirla
come patologia devia dal vero. Anche questi sono problemi sollevati dal
femminismo. Sì, ci inquieta la ‘normale confusione tra amore e violenza’,
eppure questa confusione esiste, ed è legata al fatto che le donne hanno
esercitato una sorta di potere sostitutivo, come ad esempio quello enorme
delle madri sui figli, oppure il potere di rendersi indispensabili
all’altro. Dobbiamo interrogare i rapporti familiari e di coppia, anche se è
vero che è stato il maschio a dividere il privato e il pubblico. Ma nuovo
potere vuol dire anche nuova libertà. Queste sono Parole che ci riguardano,
ed è importante anche per gli uomini, per capire come si è costituita la
virilità, come definire il desiderio maschile, quanto persino di alienante
c¹è in esso, ad esempio nell¹espressione del controllo sul corpo dell’altro.
Un altro aspetto da indagare a fondo è quello del lavoro di cura che
tradizionalmente si pensa di esclusivo appannaggio delle donne, e ora
addirittura si è esteso alla vita pubblica. Le donne dovrebbero assolvere
questa eterna e onnicomprensiva funzione di sostegno, per Œsalvare la
patria¹, pur quando questa sia costruita a misura maschileŠ².

Nel corso dell¹incontro Elisa Giomi dell¹Università di Siena ha presentato i
risultati della ricerca ³La violenza maschile sulle donne nei telegiornali²,
dalla quale emergono inquietanti manipolazioni e incompletezze delle
informazioni su assassini noti e meno noti. In particolare, la ricerca
analizza gli stereotipi di genere in casi di cronaca nera, sia per quanto
riguarda le vittime, sia gli autori. Particolari raccapriccianti e illazioni
da parte dei mass media, spesso smentiti dalle stesse indagini, tendono a
spostare l¹attenzione del pubblico dal fenomeno della violenza maschile
contro le donne alla nazionalità degli autori dei crimini oppure alle loro
appartenenze religiose.

Marco Deriu, dell¹Università di Parma, ha illustrato numerose campagne
contro la violenza maschile, evidenziandone punti di forza e debolezza; fra
le critiche mosse ad alcune di queste, l¹incapacità di trasmettere un
messaggio chiaro e, ancora peggio, il rafforzamento di stereotipi che
possono essere invece alla base delle violenze che queste pubblicità
dovrebbero condannare e prevenire.
Insomma, c¹è ancora molto da fare. Per questo l¹incontro promosso da
Maschile Plurale rappresenta una tappa culturale importante, alla quale
speriamo ne seguano altre.

* * * * *
Elisa Giomi conduce da diversi anni una ricerca sulla rappresentazione della
violenza contro le donne nei 6 principali tg italiani (3 rai e 3 mediaset)
prendendone in esame, tra le altre cose, i meccanismi narrativi.

Marco Deriu porta avanti una ricerca su campagne contro la violenza maschile
individuando figure ricorrenti, ipotesi implicite ed esplicite sottostanti
ai messaggi veicolati e ai destinatari.

L¹Associazione Maschile Plurale
È un luogo di confronto fra uomini di diversa provenienza politica e di
diverso orientamento sessuale sulle relazioni, sul potere e sul desiderio.
Promuove esperienze e iniziative su modi nuovi di interpretare ed esprimere
la maschilità.

* * * * *
L¹incontro, al quale ha partecipato anche la Presidente della Commissione
delle Elette della Provincia di Roma, Roberta Agostini, è stato moderato da
Stefano Ciccone, dell¹Associazione Maschile Plurale.

Elena Ribet (25 febbraio 2010)

libri? spediamoli a scuola! un progetto Sinnos Editrice

Inviaci la tua foto da azionista: con il libro che hai acquistato, nella libreria, nella scuola di riferimento… Come, dove e con chi vuoi!
Pubblicheremo sul sito le foto arrivate e la più originale e più bella sarà premiata con… libri Sinnos!

 

IL PROGETTO

Immagine di Quentin Blake tratta dal libro “Matilde” edito in Italia da Salani

L’articolo 4 della nostra Costituzione dice che ogni cittadino ha il dovere di sostenere il “progresso materiale o spirituale della società”.

Eppure da tempo nella scuola italiana c’è poco spazio per i libri. Le biblitoteche scolastiche non sono previste nei nostri istituti scolastici: se ci sono e sono attive è grazie all’impegno volontario di insegnanti e genitori.

E la cosa forse ancor più preoccupante, è che ci stiamo abituando al fatto che proprio lì, dove i libri dovrebbero avere un posto d’onore, questi non ci siano…

Tutto ciò ci rafforza in un’idea: oggi più che mai c’è bisogno di libri e di libri nelle scuole.

Riteniamo sia importante, vista la situazione italiana, che nasca oggi un circuito virtuoso per unire quei cittadini che credono (come noi) che i libri siano fondamentali per la crescita dell’individuo e quindi proporre un’azione semplice – ma rivoluzionaria – perché coloro che sanno cosa fare con i libri possano riceverli!

Il meccanismo della campagna I libri? Spediamoli a scuola? è semplicissimo:

le scuole interessate devono contattare le librerie aderenti al progetto (che crescono di giorno in giorno) e insieme a librai esperti elaboreranno una lista di titoli che verrà esposta in libreria. I cittadini (ma anche aziende, istituzioni, associazioni) acquistano uno o più libri per comporre lo scaffale e diventano azionisti di una biblioteca scolastica. Una volta “chiuso” lo scaffale verrà consegnato alla scuola.

Per questo primo anno contiamo che l’acquisto libri parta a novembre e di poter dare a marzo notizia delle biblioteche scolastiche sostenute.

E quindi di ricevere materiali dalle scuole che testimonino l’importanza dei libri!


fonte: http://www.sinnos.org/wordpress2/

Il vescovo Mogavero: “Evidente la debolezza morale di Berlusconi”

 

Vescovo Domenico MogaveroMazara del Vallo, 1 feb. – “E’ sotto gli occhi di tutti la debolezza morale del presidente del Consiglio”. Lo dice monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo (Tp), intervenuto stamattina da Algeri a “24 Mattino” su Radio 24. “La debolezza delle diverse forme di governo – aggiunge – sta tutta nella approssimazione di coloro che governano le nazioni. Anche qui c’era parecchia corruzione, anche in Tunisia c’era una debolezza dovuta al fatto che tutte le leve dell’ economia e del potere erano nelle mani del presidente, della sua famiglia e della sua potentissima moglie. In Italia i problemi sono di natura morale. Ma la radice comune è la debolezza della personalità dei governanti, la mancanza di limpidezza nella loro vita e nei loro affari”.
“E questo – continua – ci riporta al nodo che anche il cardinale Bagnasco ha messo in evidenza la scorsa settimana, e cioé la rilevanza degli aspetti della vita privata in chi ha dei ruoli pubblici, personaggi per i quali la vita privata non può essere considerato un accessorio o un elemento indipendente. Dalla moralità della vita ne nasce la moralità del governo, dalla immoralità della vita ne può discendere la immoralità del governo”. “In Italia – conclude – credo sia sotto gli occhi di tutti la debolezza del presidente del Consiglio. Possiamo discutere sul fatto che tutto questo venga fuori attraverso delle intercettazioni che potrebbero avere per qualcuno il sapore di persecuzioni o di eccessiva ingerenza nella vita privata. Ma i fatti restano quelli che sono”.

fonte: http://www.mazaranews.com/news/304/il-vescovo-mogavero-evidente-la-debolezza-morale-di-berlusconi-

SHEPARD FAIREY (OBEY)

A Private Collection
dal 29/01/2011 al 24/02/2011

 

Mondo Bizzarro Gallery, piattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolo, è orgogliosa di presentare la prima, importante mostra in Italia dedicata a Shepard Fairey (Obey). Dell’artista statunitense, universalmente noto grazie al manifesto elettorale a favore di Obama, che nel 2008 apparve sui muri di tutta l’America annunciando semplicemente «HOPE», saranno esposte oltre sessanta opere, tra serigrafie e pezzi unici, molte delle quali rarissime e mai viste prima in Italia.

Shepard Fairey, artista quarantenne proveniente dalla scena dello skatebording, è stato spesso accostato alla figura storica di Andy Warhol, al quale lo accomuna non solo il lavoro con i multipli d’artista e in particolare con la serigrafia, ma anche la necessità quasi fisica di moltiplicare la propria presenza in vari settori economici e mediatici. Sono nate così negli anni le etichette di abbigliamento OBEY, la rivista «Swindle», la galleria Subliminal Projects e una miriade di altri progetti. Ma là dove Warhol ritraeva i suoi contemporanei baciati dal successo e dalla gloria Obey preferisce puntare i riflettori sull’America liberal e progressista. Il Subcomandante Marcos e Angela Davis sono stati tra i suoi soggetti, così come donne guerrigliere di ogni parte del mondo, ingentilite da fiori che spuntano immancabilmente dalle canne dei fucili.

La sua ormai ventennale carriera inizia nel 1989 quando, ancora studente di design, crea la sticker campaign “Andrè The Giant Has a Posse”, tuttora in corso con la sigla “Obey Giant”, e se il punto di partenza di Shepard Fairey è il fertile terreno delle subculture di strada, i suoi richiami più evidenti sono con l’artista americana Barbara Kruger e i movimenti radicali degli anni Settanta, assieme alle influenze (dichiarate) di Heidegger e Marshall McLuhan.

Assieme a Banksy Shepard Fairey è senz’altro la figura più conosciuta dell’Urban Art, e come l’artista britannico riesce ad attirare in egual misura tifosi e detrattori del suo lavoro. Ormai saldamente inserito nel circuito delle gallerie, oggetto di numerose e importanti acquisizioni pubbliche museali, Shepard Fairey continua a far parlare di sé, a investire i suoi proventi in nuove iniziative artistiche e benefiche e ad essere una figura di punta della controcultura americana, l’unica probabilmente a finire in carcere nello stesso anno in cui riceve un pubblico ringraziamento da parte del Presidente degli Stati Uniti. Senz’altro un uomo in grado di far emergere le contraddizioni più evidenti del “sistema”.

* * *

Provenienti da una collezione privata romana e raccolte nel corso degli ultimi dieci anni le opere di Shepard Fairey sono disponibili per la  vendita. A corredo della mostra la galleria produrrà un catalogo, primo libro dedicato a Shepard Fairey a uscire in italiano.

fonte: http://www.mondobizzarrogallery.com/home.asp

barbara e il presidente

Ieri i giornalisti premiati l’anno scorso sono stati ricevuti al Quirinale per la giornata dell’informazione. Era come stare ad una specie di funerale. Ci si guardava intorno e si vedevano un sacco di amici, un sacco di persone che di solito vedi in tv, qualche sconosciuto e molte persone che vorresti incontrare in un vicolo per prenderle a calci. Riuniti c’erano tutti, il buono di questo lavoro: giornalisti che ogni giorno si scrollano di dosso la paura per raccontare un pezzetto di quello che accade qui e nel mondo, persone metodiche che hanno scritto con la tenacia di una formichina per poi mettersi in disparte quando era venuto il momento lasciando nell’aria però quel senso di rispetto di chi ha sempre lavorato bene, c’erano gli affamati di notizie, i cercatori di guai,  e poi, i cattivi di questo mestiere: direttori che non pagano e che non gliene importa niente se non di assecondare gli editori o chi paga, che si muovevano tronfi per la sala, giornalisti che abusano delle idee di questo povero paese, altri, servi di chi comanda senza essere capaci di dire no, per paura di perdere chissà cosa, come se ci fosse altro oltre che la propria dignità da nutrire.
Mi sedevo a destra, tutta di nero con un tacco 12 che mi avrebbe dato un’autonomia molto bassa e movimenti precari. Ed era giusto così perché a qualcuno avrei sbriciolato le falangette se fossi stata più agile.
Ascoltavo uno sconosciuto presidente dell’ordine dei giornalisti che parlava di una professione malata, ma importante, dei giovani che non vengono pagati, dei precari e guardavo quei direttori seduti davanti nel loro completo nero o grigio, traboccanti di boria. Alcuni talmente vecchi che con il labbro inferiore sporgente sembrava quasi piangessero, altri che sembravano non essersi ancora svegliati. I giovani naturalmente non c’erano se non un’esigua rappresentanza di studenti che se avranno le carte in regola riusciranno ad andarsene prima di cadere nelle sabbie mobili di un giornalismo che si anima solo quando deve parlare di mignotte.
Nella mia fila erano seduti Minzolini e poco più avanti Bruno Vespa. Sono più piccoli dal vivo, lo schermo li ingigantisce, ma a guardarli così, ti sembra di non vedere nessuno, sono solo teste a palla di biliardo. Dall’altra parte invece c’era una vedova, una signora che ha perso il marito, Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa ucciso dalle br nel 77. Sorride quando quasi trent’anni dopo riceve una medaglia al valor civile dalle mani del presidente. Poco dietro c’è un collega che non batte ciglio, fuori la sua scorta lo aspetta, ha sentito le intercettazioni di mafiosi che pianificavano la sua morte ed d’allora è andato avanti a fare questo mestiere senza rumori, senza sbandierarsi, convinto che ci fosse qualcosa di più importante del pericolo che avrebbe potuto correre. Questa era una delle persone che riempiva la sala e la rendeva splendente, insieme a quelli che si sono e si fanno il mazzo per raccontare quello che ci circonda, per fare la differenza, non per subire gli umori di chi sta fuori ma per indirizzarli, il giornalismo non è comunicazione, è informazione. Non siamo un ufficio stampa della gente, o della notizia, siamo i patologi legali del mondo che ci circonda, quelli che sondano il male e poi cercano di capire cosa sta succedendo o cosa vedono in modo che la gente possa farsi un’idea, non trovare conferme.
C’erano anche gli amici ieri, come Nico, per le mie amiche la voce più sexy del tg, Guido Alferi del Messaggero, Faustino Biloslavo e altri. Idee diverse, modi di scrivere lontani, parole e immagini, ma pur sempre noi, quelli che si ritrovano in capo al mondo e amano farlo più di qualsiasi altra cosa.

Barbara Schiavulli

Corso gratuito di italiano per stranieri a Roma

Giovedì 13 gennaio 2011 inizia il corso di Italiano per stranieri presso ilBibliocaffè Letterario in via Ostiense, 95. Le lezioni sono completamente gratuite e verrà fornito il materiale didattico.

I corsi avranno una durata di 60 ore, con 2 lezioni a settimana di 2 ore ciascuna. Alla fine del corso, gli studenti potranno sostenere presso la biblioteca l’Esame Celi, il certificato di conoscenza della lingua italiana dell’Università di Perugia. Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro mercoledì 12 gennaio telefonando o recandosi presso la biblioteca.

Orario del corso: Martedì ore 10.30-12.30; Giovedì ore 15.00-17.00

Dove: Bibliocaffè Letterario (Municipio XI – Ostiense), Via Ostiense, 95 – tel. 06.45460710

 

fonte: http://www.babel.tv/discussioni/corso-gratuito-di-italiano-stranieri-roma